Fusioni strette, unioni larghe. Avanti con il riassetto istituzionale

montecatini_terme_fanucci_iniziativa_terrorismo4Non nascondo stupore e preoccupazione per le parole del Presidente della Provincia Rinaldo Vanni sul tema delle fusioni dei Comuni quando sostiene: “… Fusioni impossibili… Chi le propone non vuole che cambi un bel nulla…”. Ho aderito con entusiasmo all’invito della CNA per l’iniziativa sulle fusioni prevista per domani pomeriggio in Valdinievole e ritengo che possa rappresentare un’importante occasione di dialogo sul riassetto istituzionale del territorio, coinvolgendo – com’è necessario – le associazioni di categoria, le imprese, i cittadini e gli amministratori locali.

Come ho avuto modo di ribadire più volte, in tutte le sedi, l’Istituto dell’Unione dei Comuni della Valdinievole, rappresenta un risultato straordinario, da perseguire con la massima determinazione, ma non è assolutamente incompatibile con le fusioni.

Con il venir meno delle province, un’Unione dei Comuni forte, efficiente ed efficace è un passaggio fondamentale, atteso da tempo, e se siamo ad un passo dalla meta è merito del Partito Democratico e degli amministratori che non hanno mai desistito, anche di fronte a momenti di profonde divisioni e difficoltà. In questo contesto c’è bisogno di enti locali più forti e rappresentativi, con le risorse e con gli strumenti necessari per migliorare la vita dei propri cittadini e imprese. Attraverso sinergie e incentivi, grazie alle fusioni, è possibile ridurre le tasse e rilanciare gli investimenti pubblici. Ovviamente, occorre andare avanti in modo graduale, attraverso processi partecipativi, senza inutili forzature che avrebbero come risultato quello di frenare il progetto complessivo. Il Comune unico della Valdinievole, prospettato in passato da alcuni amministratori, ad oggi, appare una possibilità tanto ambiziosa quanto impossibile da realizzare. Sono convinto che le fusioni – per funzionare davvero – debbano coinvolgere ambiti territoriali omogenei, contesti produttivi ed economici similari, meglio ancora se caratterizzati da una storia recente condivisa.

Il governo e il Parlamento sono a lavoro per favorire le fusioni gli incentivi della legge nazionale, già ingenti, sono stati raddoppiati dall’ultima Legge di Stabilità, grazie all’approvazione di un emendamento che ho presentato come primo firmatario. In caso di fusioni, sono previste, per dieci anni, risorse pari al 40% dei trasferimenti statali percepiti dai Comuni originari nel 2010. Inoltre, la legge stabilisce un regime per le assunzioni fortemente agevolato: i Comuni che non si fondono, a fronte di quattro pensionamenti fra i propri dipendenti, potranno assumere un solo nuovo lavoratore. Questo vincolo molto stringente scompare per i Comuni che scelgono la strada delle fusioni.

Anche in Toscana l’impegno sulle fusioni rappresenta una priorità tanto che, la nostra Regione, sul tema è diventata un punto di riferimento a livello nazionale.

Oltre alle risorse nazionali, infatti, la Toscana assegna 250.000 euro, per cinque anni, al nuovo Comune unico. Il Consiglio regionale ha appena approvato una risoluzione che spinge fortemente l’acceleratore verso la semplificazione amministrativa. Si tratta di un impegno mantenuto dal Partito Democratico, che in questo modo ha accettato la sfida del cambiamento e del riformismo. Tutte le categorie economiche e sindacali della provincia di Pistoia hanno da sempre guardato, in modo compatto e unitario, con favore al progetto di riforma delle istituzioni locali. La fusione è la strada per ridurre la pressione fiscale, offrire servizi migliori e rilanciare le opere pubbliche. Grazie alla spinta forte di cittadini e imprese, il dibattito sul tema si è molto intensificato, compiendo passi in avanti decisivi. I comuni di Montale e Agliana stanno affrontando, per la prima volta, una seria e profonda discussione in merito alla possibilità di fondersi. Ciò sta avvenendo anche tra Pistoia e Sambuca Pistoiese. Presto nascerà il Comune unico Abetone-Cutigliano, mentre a maggio si voterà per il referendum sulla fusione di San Marcello Pistoiese e Piteglio. Siamo di fronte ad un dibattito costruttivo che sta coinvolgendo in modo positivo sindaci, cittadini e imprese del nostro territorio.

Anche in Valdinievole, la fusione fra Chiesina Uzzanese e Uzzano rappresenta una prospettiva credibile su cui i sindaci Franchi e Borgioli si sono esposti pubblicamente. Il dibattito avviato fra le due amministrazioni comunali merita di essere incoraggiato lavorando per superare fisiologiche criticità e resistenze. Spegnere sul nascere i tentativi di fusione, bollando ogni ipotesi come “impossibile”, non aiuta. Sarò sempre in prima fila, coerentemente con l’azione del governo e del Partito Democratico, per sostenere virtuosi e concreti percorsi aggregativi, impegnandomi a farne conoscere i vantaggi e lavorando per coinvolgere direttamente i cittadini. Frenare rispetto a questo percorso mi parrebbe dannoso e semplicemente illogico, a maggior ragione oggi che, le fusioni, anche sul nostro territorio, non rappresentano più un tabù.

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