Il governo del professore nelle mani dei suoi vice, Di Maio e Salvini, populisti ed estremisti

7353152gallery-600x337Il nostro bellissimo Paese ha un nuovo governo, era l’ora. Onori ed oneri a chi ha preso più voti, a noi il compito di costruire un’alternativa e vigilare perché non si rovini quanto di buono fatto in questi anni.

Adesso, per LORO, è il momento di fare, non più di brontolare e gridare a bordo campo.

Perché dico loro e non noi?

Loro sognano un’Italia fondata sul reddito di cittadinanza e non, come prevede la Costituzione, sul lavoro. Immaginano la decrescita felice come la soluzione di tutti i mali. Sono contro la TAV, contro le Olimpiadi e contro i grandi eventi che ci hanno resi grandi agli occhi del mondo. Per loro l’intolleranza è un valore. Per loro “la razza bianca è a rischio”. Per loro i vaccini sono uno strumento delle multinazionali per fare soldi a scapito dei nostri figli. Questi sono solo alcuni dei motivi per cui non mi rivedo nel loro programma.

Ho paura, lo ammetto. Come non averne di fronte ad un’ipotesi di uscita dall’euro in un fine settimana stampando nuova moneta nel segreto della notte?

Come non essere terrorizzati di fronte ad un Ministro dell’Economia che propone di finanziare la Flat Tax per i ricchi con un aumento dell’iva che colpirebbe indiscriminatamente tutti e tutto?

Dobbiamo reagire, subire passivamente tutto questo non fa parte di NOI. E’ il momento di dar vita al sogno di un riscatto che unisca tutte le forze democratiche, contro i populisti, gli sfascisti e gli estremisti.

E’ necessario affrontare il problema delle disuguaglianze, emerso con sempre più forza dalla crisi del 2007 ad oggi. Il ceto medio che ha sofferto a tal punto da rischiare l’estinzione. Il lavoro, con particolare riferimento al lavoro giovanile, e la famiglia, i punti fermi su cui mirare la nostra azione politica.

Non ci resta che portare avanti un’opposizione seria, democratica e propositiva. Da dove si comincia? Dalla gente, dalla nostra gente. Nelle piazze, nelle case, nei circoli e in tutti luoghi di confronto, con i piedi ben piantati a terra, ma a testa alta, perché è nei momenti difficili che serve tirare fuori calore e amore per le cose in cui si crede. Adesso, più che mai, è il momento di farlo, insieme!

PS Ci vediamo in Piazza Santi Apostoli, a Roma, nel venerdì precedente alla festa della Repubblica: un’occasione per mostrarci vicini al Presidente Mattarella, un punto di riferimento, faro nella tempesta, che merita solidarietà per le minacce, le accuse e le offese subite negli interminabili giorni che hanno preceduto la formazione del governo.

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