Domenica schieratevi per il vero cambiamento

Carissimo/a,

il prossimo 30 dicembre sarai chiamato/a a scegliere il futuro del nostro territorio: fai la scelta giusta e schierati per il vero cambiamento,

A 29 anni, ho deciso di candidarmi alle primarie del Pd perché credo che la nostra provincia meriti in Parlamento una rappresentanza capace di raccogliere le istanze della gente in modo più convincente rispetto a quanto accaduto negli ultimi anni. Servono facce nuove, persone che hanno voglia di confrontarsi con senso civico, etico e morale.

Nonostante la mia giovane età, ho alle spalle un’esperienza amministrativa importante: nel 2004 sono stato eletto per la prima volta in consiglio comunale a Montecatini, la mia città, mentre dal 2009 sono vicesindaco con deleghe al bilancio, al traffico, aziende partecipate e partecipazione.

Nel 2002 mi sono diplomato al liceo scientifico “Coluccio Salutati” di Montecatini, poi nel 2005 ho conseguito, con il massimo dei voti, la laurea triennale in economia aziendale a Pistoia – Università degli Studi di Firenze. Infine, nel 2008 mi sono laureato all’Università Bocconi di Milano.

Durante il mio percorso professionale, ritengo di aver contribuito alla promozione di Pistoia, ricoprendo il delicato ruolo di vicepresidente di Uniser – Il polo universitario pistoiese. Nel corso di questa esperienza è stato possibile spostare la sede dell’Università in via Pertini, consentendo la riqualificazione di un’area da tempo dismessa e abbandonata. Oggi, grazie anche alla valorizzazione della “Cattedrale” e alla realizzazione della bellissima Biblioteca San Giorgio, la città di Pistoia può vantare un centro culturale di crescita e formazione unico in Toscana.

Fare politica, per me, vuol dire dedicarsi anima e cuore a un progetto, con passione e spirito di servizio. Oggi sono dottore commercialista e revisore legale dei conti.
Quando sono diventato vicesindaco, mi sono dimesso dalla carica in Deloitte, una multinazionale che opera in tutto il mondo, ma questo non mi ha impedito di continuare ad esercitare la mia professione. Solo non vivendo di politica, si può essere liberi di scegliere per la propria gente e per il territorio che si rappresenta.

Tre temi caratterizzeranno il mio impegno.

1)    Taglio dei costi della politica. Sono necessarie istituzioni pubbliche più sobrie. Se un’impresa affronta un periodo di difficoltà economica, i primi a tirare la cinghia dovrebbero essere i vertici aziendali. Allo stesso modo, la politica deve iniziare a ridurre le spese inutili e i privilegi, per dare il buon esempio e un segnale concreto ai cittadini. Occorre, per prima cosa, ridurre il numero dei parlamentari e cambiare la legge elettorale, consentendo agli elettori, attraverso le preferenze, di scegliere i propri rappresentanti.
2)    Lotta alla burocrazia. Non è possibile che in Italia le imprese debbano attendere anni per ottenere autorizzazioni che all’estero sono assicurate in pochi mesi. Le risposte, quando arrivano, sono fuori tempo massimo e le aziende sono costrette a rinunciare ai progetti perché non più attuabili. Il mercato cambia sempre più rapidamente, per cui è necessario adeguarsi per rimanere competitivi e non perdere posizioni rispetto ai competitori stranieri.
3)    Confronto diretto col territorio. La cattiva politica ha stancato i cittadini e accentuato la distanza fra elettori ed eletti. È arrivato il momento di recuperare il dialogo interrotto. Per questo motivo, metterò a disposizione il mio indirizzo e-mail e il mio numero di telefono, in modo che chiunque possa contattarmi per chiedere spiegazioni del mio operato. Giocherò sempre a viso aperto, senza alcuna paura di espormi.

Matteo Renzi, che ho sostenuto in modo convinto e leale, ha introdotto nel Paese un nuovo modo di fare politica, in cui i cittadini partecipano e scelgono in prima persona. Queste istanze non vanno abbandonate, ma anzi perseguite con ancora più forza e coraggio.
La partecipazione, nei prossimi anni, diventerà un processo ineludibile e consentirà agli elettori di conoscere e selezionare direttamente la propria classe dirigente. Non sono le persone a dover essere rottamate, bensì un modo di fare politica vecchio e ormai non più tollerabile, fatto di accordi al ribasso, giochi di potere e tatticismi incomprensibili.

Il punto da cui ripartire è il lavoro. Come atto simbolico, ho scelto di iniziare il mio viaggio dalle imprese, per dare un segnale chiaro di vicinanza al mondo della produttività.
Il cuneo fiscale deve essere subito ridotto, in modo da consegnare più soldi in busta paga ai lavoratori. Non è possibile che, quando si chiedono sacrifici, i primi a farne le spese siano sempre dipendenti e pensionati. Senza un’inversione di rotta, la forbice fra i ricchi e i poveri rischia di allargarsi ulteriormente e in modo sempre più drammatico. Questa tendenza va invertita fin da subito, chi ha di più deve dare di più, altrimenti non usciremo dalla crisi.

Queste sono le linee guida del mio impegno. Se mi conosci, sai che sono coerente con i miei ideali e che mi impegno a fondo per realizzare gli obiettivi che mi sono prefissato; se non mi conosci, ti assicuro che cercherò sempre di fare del mio meglio per il nostro territorio, ricercando soluzioni con attenzione e mai con superficialità.

Ti ringrazio anticipatamente per il sostegno che mi vorrai concedere con la tua preferenza.

Un caro saluto,
Edoardo.

Cell.: 347-8582588
Email: edoardofanucci@hotmail.it 

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